Primo piano

La FGS: la falsificazione del passato è necessaria alla stabilità del regime
NENCINI: SU CRAXI DA PDL ED EX PSI, FURTO DI MEMORIA
martedì 29 dicembre 2009
Il comportamento del Pdl e di tanti ex Psi, nel decennale della morte di Craxi, è un furto di memoria di un grande leader della sinistra, moderno e innovatore.
E’ il commento del segretario del PSI, Riccardo Nencini.
Si ergono a suoi paladini, ma solo post mortem, - continua Nencini - per far credere di essere gli interpreti autentici del riformismo craxiano. Ma Craxi, solo per fare qualche esempio, al posto di Berlusconi si sarebbe vergognato di dirsi amico di un tipo come Lukashenko e si sarebbe nascosto piuttosto che comportarsi, nel caso Englaro, come ha fatto la ‘guardia svizzera’ ad honorem, Sacconi. La verità è che gli stessi di ieri continuano anche oggi a speculare su quelle vicende. Non solo il partito di Berlusconi, ma anche Di Pietro, la Lega, i comunisti, vecchi e nuovi, tutti insieme a spacciarsi per salvatori della patria. Quanto ai guai con la giustizia, Borrelli dovrebbe spiegarci come mai dopo 15 anni la corruzione in Italia anziché diminuire è aumentata. Forse sarebbe il caso, soprattutto nel PD, - conclude il leader socialista - di affrontare seriamente le questioni che aveva posto Craxi a cominciare dalle ‘grandi riforme’ e, finalmente, parlare di politica”.
Interviene anche il segretario della FGS Luigi Iorio che ricorda che il grande socialista George Orwell scriveva che "la quotidiana falsificazione del passato è necessaria alla stabilità del regime.” Questo è esattamente ciò che fa Flavio Arzarello nel suo maldestro tentativo di accodarsi al manettaro Di Pietro a seguito della proposta di intitolare un luogo pubblico milanese a Bettino Craxi. E -prosegue Iorio- a proposito di storia distorta e/o mal raccontata e di simboli del passato mi domando cosa aspettino gli amministratori di piccole e grandi città a rimuovere le intitolazioni a Palmiro Togliatti e all'Unione Sovietica vie di corsi, piazze e quant'altro. Quando ciò avvenisse, cosa di cui dubito, - osserva il giovane dirigente socialista – si  potrebbe anche aprire una discussione sulle strumentali obiezioni che vengono poste. Ma oggi- conclude Iorio - permanendo in certa sinistra la terrificante inclinazione  tardostalinista incarnata plasticamente da Di Pietro e dal fido Arzanello, non è neppure il caso di parlarne.